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Jacopone da Todi, Celestino V e Bonifacio VIII

In quell’occasione Celestino istituì “la Perdonanza” ossia la remissione dinanzi a Dio della pena temporale dei peccati, legata a particolari condizioni religiose e penitenziali. (diventerà il futuro Giubileo voluto dal suo successore Bonifacio VIII).

Inizialmente il neoeletto papa sembrò inaugurare una nuova era. Appoggiando le richieste moralistiche di un gruppo di religiosi zelanti marchigiani, istituì e approvò ufficialmente un nuovo Ordine < Panperes eremitae Domini Celestini > (Poveri eremiti del papa Celestino)

Anche gli esponenti di massimo prestigio dell’ala spirituale dei francescani diedero l’approvazione al neonato Ordine, così come Jacopone, che, pur non facendone parte, ne condivideva le motivazioni, vedendo in questa nuovo gruppo religioso la possibile salvezza della Chiesa dalla corruzione dilagante. Dalla Laude LIV

  • Che farai, Pier da Morrone? Ei venuto al paragone. Vederimo el lavorato, chè en cella hai contemplato: s’è ‘l monno de te engannato, sèquita maledizione. La tua fama alta è salita, en molte parte n’è gita; si te sozi a la finita, ai bon sirai confusione… Che farai Pier da Morrone? Sei giunto all’ora della prova. Vedremo le tue opere, poichè finora hai fatto contemplazione: se il mondo si è ingannato su di te, ne seguirà gran danno. La tua fama è salita in alto, è arrivata in molti luoghi; se alla fine ti macchierai di errori, sarai motivo di confusione per i buoni cristiani…

 

In breve tempo però la situazione si capovolse. Infatti, dopo 5 mesi soltanto dall’elezione, Celestino V rinunciò all’altissimo incarico:

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