Todiguide guide turistiche della Regione Umbria 389 424 62 62

La morte di Jacopone

Nel dicembre del 1306 Jacopone si ammalò gravemente e, secondo la leggenda, in punto di morte dichiarò di voler ricevere i sacramenti solo dalle mani del suo amico frate Giovanni della Verna.

I frati presenti furono turbati da questa richiesta perché l’amico si trovava molto lontano, ma all’improvviso nella pianura sottostante Collazzone comparve la figura di fra Giovanni, mandato miracolosamente da Dio. Jacopone, perciò, morì assistito da questa persona a lui cara.

Il corpo di Jacopone fu trasportato nel monastero francescano di Montecristo in Todi (oggi sede dell’Istituto Tecnico Agrario). Nel1433 il vescovo Antonio da Anagni fece portare i resti prima nell’Ospedale della Carità (Ospedale fondato da S. Francesco, ora detto “Cimitero Vecchio”), poi nel tempio di San Fortunato.

In seguito, il vescovo Angelo Cesi (1596) fece tumulare le reliquie di Jacopone nella cripta del Tempio. Fu iniziata in quel periodo una valorizzazione del culto di Jacopone da parte del vescovo Cesi e della Chiesa locale, che non raggiungerà la santificazione, ma otterrà la nomina di “beato dal popolo” e sarà degno di essere ritratto con l’aureola dei santi.

I1 28 magg. 1618 il Consiglio Comunale di Todi decretava di rinnovare la petizione, di cui non si conosce l’esito.

Nel 1634 si annotava l’errore della data di morte sulla lastra marmorea voluta dal Vescovo Cesi per contenerne le reliquie. L’incisione riporta il 1296, errore che potrebbe sospettarsi voluto per scagionare Iacopone dalle accuse di ribellione contro Bonifacio VIII

Nella seconda metà dell’800, P. Luigi degli Astancolle suggeriva una “via di disincaglio” per l’ostacolo costituito dalle invettive di Iacopone contro il papa Caetani, composte a suo dire <nel bollore della passione> e soprattutto non indirizzate contro la dottrina cristiana, ma contro i peccati e i vizi dell’epoca. Anche questo tentativo  non ebbe seguito.

Credo che, se vogliamo veramente rispettarlo e onorarlo, comunque sia non lo dovremmo fare tramite una, ad oggi seppur improbabile, causa di santificazione.

L’umiltà assoluta, come San Francesco, era la base delle sue idee, e che ogni onore terreno rende l’uomo indegno dell’amore di Dio.

Jacopone però invitava perciò non solo a rinunciare ad ogni tipo di onorificenza, ma a ripudiare anche lo stesso desiderio di santità, anch’esso un peccato che offende Dio.

Back to top