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TODIGUIDE :guide turistiche autorizzate

Le guide turistiche a Todi

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Spesso si considera la guida turistica una spesa superflua. Niente di più errato. Perchè nessun libro , nessuna guida cartacea  o multimediale vi saprà guidare  alla conoscenza di luoghi , usi e costumi meglio di una guida turistica autorizzata . Le storie , gli aneddoti , i sapori della nostra regione , i consigli dove trovare i negozi giusti per gli acquisti di artigianato locale  . Tutto questo può offrirvelo solo  una guida autorizzata come Luca ed Elisa.

Trekking Urbano 3 PDF Stampa E-mail
Scritto da Elisa   
Martedì 08 Febbraio 2011 11:35

ITINERARIO DI TREKKING URBANO N. 3

RIONE SAN SILVESTRO-BORGO ULPIANO-RIONE PORTA FRATTA


I tre quartieri che si trovano lungo il versante sud della città sono quelli più vicini alla modernità, con negozi, esposizioni d'arte e botteghe artigiane, ma non per questo mancanti di preziosi tesori artistici, anzi...
PIAZZA DEL POPOLO-CORSO CAVOUR-VIA DEL MERCATO VECCHIO
Sempre da Piazza del Popolo imbocchiamo questa volta Corso Cavour e assecondando una dolce discesa tra negozietti, bar e ristoranti giriamo a sinistra in Via del Mercato Vecchio, una piacevole e antica stradina coperta da una struttura voltata a botte.
VIA DEL SILENZIO-FONTI SCANNABECCO
In fondo alla prima rampa di scalette voltiamo a sinistra e, dopo aver percorso questa via che si affaccia su numerosi orti di proprietà privata, giriamo a destra in Via del Silenzio, cosi chiamata...capirete voi il perchè!
Al termine del vicoletto, a sinistra potrete ammirare la piazzetta con la Fonte Scannabecco risalente al XIII secolo. Venne infatti commissionata nel 1241 da Scannabecco dei Fagnani da Bologna, podestà di Todi proprio in quel periodo. La fonte, da poco ristrutturata, ripulita e dotata di illuminazione notturna, è formata da quattro vasche sovrastate da un armonioso portico con sette colonne decorate con graziosi capitelli. Presso la fonte si abbeveravano i cavalli delle temibili milizie tuderti.
PALAZZO PONGELLI*-CHIESA DI SANT'ILARIO *
A sinistra della Fonte Scannabecco si erge il grande ed elegante Palazzo Pongelli, già Benedettoni. A ragione ritenuto da molti la casa natìa di Jacopone da Todi, è oggi uno dei palazzi signorili più attraenti di Todi ( Vedi box di approfondimento)
A fianco del giardino del palazzo si trova la piccola Chiesa di Sant'Ilario, della quale si hanno notizie sin dal 1112. Si mutò il nome in San Carlo nel 1623, quando fu concessa alla compagnia di San Carlo. La facciata è molto sobria, in stile romanico- lombardo, con una dentellatura orizzontale ripetuta per cinque volte, uno snello campanile a vela e un rosone di tipo arcaico a forma di ruota. L'interno, ripulito dalle aggiunte barocche, è semplice, ma al tempo stesso capace di riportare il visitatore indietro nel tempo.
PIAZZA DEL MERCATO VECCHIO-NICCHIONI ROMANI
A sinistra della chiesa inizia la famosa Via Cesia, cosi chiamata perchè fatta ristrutturare a sue spese dal Vescovo Angelo Cesi (cfr. Itinerario Classico), ma detta precedentemente “della Piana” perchè, cosa eccezionale nella nostra città, non è in salita!
Noi però non percorriamo questa strada, bensì saliamo costeggiando il fianco sinistro di Sant'Ilario e giungiamo alla piazza da tutti conosciuta come Mercataccio: qui si svolse sin dal 1819 il mercato settimanale ( da cui il nome ), mentre oggi la piazza è usata come parcheggio. Strano parcheggiare proprio di fronte ai cosiddetti Nicchioni Romani! Strutture molto grandi ( m 48x11) risalenti alla metà del I sec. a.C. e costruite dai romani probabilmente come muro di sostegno. I nicchioni sono quattro, hanno sulla trabeazione una decorazione con metope e con molta probabilità la parte anteriore in basso era ricoperta con mosaici.
- CHIESA DI SAN SILVESTRO*-PORTA CATENA-VIA DI MEZZOMURO
Lasciando alla nostra destra i Nicchioni proseguiamo e imbocchiamo di nuovo Corso Cavour: pochi metri e sulla sinistra si aprono una piazzetta rialzata ed in fondo l'entrata laterale della Chiesa di San Silvestro, sicuramente una delle chiese più antiche di Todi visto che ha dato il nome ad uno dei sei rioni cittadini ( nominativi esistenti già dall'XI sec.).
Purtroppo la chiesa venne più volte manomessa nel corso dei secoli: all'interno però sono ancora in parte visibili importanti testimonianze pittoriche risalenti a diversi periodi storici ed in particolare un affresco dell'inizio del XIV secolo, che secondo molti critici sarebbe uno dei pochi ritratti esistenti di Jacopone da Todi.


PORTA CATENA-VIA DI MEZZOMURO
Continuiamo a scendere lungo Corso Cavour fino ad attraversare la grande Porta Catena ( o della Catena ), che apparteneva al secondo cerchio delle mura ( quelle di epoca romana ) e che ci immette nel Borgo Ulpiano: bellissimo lo stemma della città sulla facciata esterna.
Prima di proseguire la nostra discesa facciamo qualche passo verso destra ed entriamo nella Via di Mezzomuro: tutto il lato di destra è composto per la maggior parte da mura di epoca romana e a sinistra si apre una meravigliosa visuale su ciò che rimane della zona degli “orti pensi” ( cioè orti interni alle mura cittadine ), sul quartiere di Porta Fratta e sulla zona cosiddetta delle Piagge.
BORGO ULPIANO-CHIESA DI SAN FILIPPO BENIZI-CHIESA DI SAN NICOLO'
Torniamo indietro e percorriamo la via principale: questa strada si chiama Via Roma, ma il nome antico era Via Ulpiana ed ancora oggi nessuno dice “sono andato giu in Via Roma”, ma “sono andato giu in Viulpiana”! La ripida discesa , costellata di graziosi vicoletti a spina di pesce, come, per esempio il Vicolo Bello (vero nome Vicolo di Porta Nuova), termina poco prima delle mura con un tratto pianeggiante e due piazzette una di fronte all'altra: a sinistra abbiamo la piazzetta con la chiesa di San Filippo Benizi e a destra quella con la chiesa di San Nicolò.
San Filippo Benizi, compatrono di Todi, morto nel 1285 nel monastero di San Francesco in Borgo, fu il fondatore dell'ordine dei Servi di Maria. La chiesa, costruita alla fine del XV secolo, era dedicata inizialmente alla Madonna delle Grazie: soltanto quando alla fine del XVI secolo fu concessa ai Servi di Maria, prese il nome odierno. Purtroppo non conserva più l'aspetto originario a causa di molte manomissioni: sotto l'altare maggiore sono custodite le ossa del santo che qui furono traslate nel 1599 per volere del Vescovo Angelo Cesi ( cfr. Itinerario Classico ).
Di rimpetto troviamo la chiesa di San Nicolò, che risale al XIV secolo ( solo il portale e il rosone sono originali ). Il luogo della costruzione è a pochi metri di distanza da un'altra chiesa con il nome quasi identico, e cioè San Nicolò de Cryptis. Quest'ultima, fondata nel 1093 e retta per molto tempo dai benedettini, portava l'attributo “de cryptis”che indicava la presenza di grotte identificate con i resti della cavea dell'anfiteatro romano che si trovava proprio in quella zona. Resti dell'anfiteatro sono visibili costeggiando il fianco destro di San Nicolò: poco più avanti, in un  piazzale adibito a parcheggio, è visibile la facciata di San Nicolò de Cryptis.


PORTA ROMANA-FUORI LE MURA
Ora, ritornati in Via Roma, attraversiamo la Porta Romana che faceva parte del terzo cerchio delle mura ( quelle del 1244 ): quella che però possiamo ammirare oggi in tutta la sua imponenza risale alla fine del XVI secolo e fu fatta costruire dal Papa Gregorio XIII. Considerato ancora oggi come punto d'accesso principale alla città, il quartiere è stato dotato di una comoda e moderna rotonda al centro della quale spicca il grande stemma con l'aquila tuderte.
Una volta fuori dalla Porta giriamo a destra e costeggiamo le mura duecentesche usufruendo del nuovo marciapiede che permette ai tuderti di poter comodamente passeggiare lungo una strada molto trafficata. All'altezza della Porta delle Caselle rientriamo all'interno delle mura ed imbocchiamo l'omonima via, cosi chiamata per la presenza di “piccole case” appartenenti a persone umili che probabilmente non potevano permettersi una casa più vicina alla parte alta della città. La Via delle Caselle corre lungo e al di sopra delle mura regalando dei bellissimi scorci paesaggistici: quasi a metà percorso si apre poi a destra la visuale sulla zona degli Orti Pensi e su Via di Mezzomuro.
PORTA FRATTA
Ecco che la strada sembra andare a cozzare contro un grosso muro: è il fianco destro della Porta Amerina ( terzo cerchio delle mura ), cosi chiamata perchè da qui si prendeva la strada per andare ad Amelia. Attenzione però: per i tuderti questa porta e tutto il quartiere sono conosciuti da secoli col nome di Porta Fratta! La piazzetta all'interno, graziosissima e circondata da piccole case, offre uno scorcio unico guardando verso l'alto, spalle alla porta: il convento di San Fortunato, l'abside della chiesa e il campanile che spiccano tra gli alberi del Parco della Rocca.
VIA DI PORTA FRATTA- CHIESA DI SAN GIORGIO
Salendo lungo Via di Porta Fratta incontriamo prima della curva sulla sinistra la Chiesa di San Giorgio, citata nei documenti sin dall'inizio dell'XI sec., ma con un interno quasi in toto alterato nel corso dei secoli. Preziosi sono i due bassorilievi sulla facciata, rappresentanti il  leone di San Marco e il bue di San Luca.
PORTA AUREA-CHIESA DI SAN GIUSEPPE*-LE 100 SCALE
Saliamo ancora lungo la via forse più ripida di Todi ed attraversiamo la Porta Aurea ( secondo cerchio delle mura ) che è stata recentemente oggetto di ripulitura e restauro. Appena sulla sinistra scorgiamo la Via delle 100 Scale, percorrendo la quale si giunge direttamente alla Porta Libera ( cfr. Itinerario 2 ); a destra invece troviamo la piccola Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, costruita nel 1642 e retta ancora oggi dall'Università dei Falegnami. La chiesa viene aperta solo nel giorno di San Giuseppe, il falegname per eccellenza.
CHIESA DI SANTA MARIA IN CAMUCCIA*-SOTTERRANEI
Ancora qualche metro di salita ed eccoci giunti ad una graziosa piazzetta sulla quale ammiriamo la Chiesa di Santa Maria in Camuccia, che sembra star lì nel silenzio del quartiere e senza tante pretese, ma che invece è una delle costruzioni sacre più antiche e importanti di Todi.
Si conosce la sua esistenza già dall' VIII secolo: l'attuale costruzione risale in parte al XIII secolo ed in parte ad epoche successive. Sulla facciata quadrata spiccano le due eleganti colonne di epoca romana ai lati del portale e la graziosa Madonnina affrescata in una nicchia laterale. All'interno, conservata nella terza cappella a sinistra, si trova una preziosissima statua lignea della Sedes Sapientiae ( Madonna in trono col bambino ) risalente al XII secolo. Al di sotto della chiesa ne esiste un'altra molto più antica e ricca di resti di affreschi, ma purtroppo inaccessibile. L'intero complesso architettonico sviluppa su più livelli e la storia della costruzione del convento è davvero incredibile, visto che, per erigerlo proprio vicino alla chiesa, vennero inglobate e voltate parti del quartiere stesso. Scendendo al livello inferiore si trova l'antico refettorio dei domenicani, il piccolo chiostro e la cella del Sant'Uffizio, dove i frati conducevano i famigerati interrogatori per indurre alla confessione streghe ed eretici: interessante il fatto che la stanza fosse dotata di latrina. Molti di questi ambienti furono liberati dagli interri nel corso di scavi durati decenni ad opera del parroco Don Mario Pericoli, personaggio eclettico, archeologo e grande studioso del medioevo, scomparso nel 1999 all'età di 100 anni. Don Mario, persona incredibilmente curiosa e lavoratore alacre, da solo, con pala, piccone, una carriola costruita da lui e vari attrezzi per gli usi più particolari, ha recuperato una grande quantità di reperti archeologici che attestano la frequentazione del sito già dal IV secolo a.C. . I reperti occupano un intero stanzone, cosi come lui li ha lasciati. Il suo archivio personale è composto da oltre 100.000 schede archeologiche e bio-bibliografiche, libri e documenti sulla spiritualità medievale. La parte inferiore dello storico complesso di S. Maria in Camuccia dal 2006 è stata presa in eredità da Intrageo, impresa archeologica di Todi che, in memoria di Don Mario, ne sta curando il recupero e la manutenzione con il fine di dare nuovo impulso a futuri scavi archeologici.

 
CORSO CAVOUR-PIAZZA DEL POPOLO
Ora per tornare al quartier generale riprendiamo a salire lungo Corso Cavour, superando a destra la sede del Liceo Scientifico D. Bramante, attraversando la Porta Marzia ( primo cerchio delle mura ) e ammirando poco più avanti sulla sinistra il Palazzo Chiaravalle, costruito nel XIII secolo.

* Questi edifici sono accessibili soltanto previa richiesta di chiavi ai rispettivi proprietari/custodi e in alcuni casi previo pagamento di biglietto di ingresso. Per maggiori informazioni contattateci su info@todiguide.com

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Febbraio 2011 08:27
 

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