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Lunedì, 26 Marzo 2012 10:22

La pizza dolce di Pasqua a Todi

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Cari lettori e amici di Todiguide Blog, non servirà ricordarvi che tra 2 settimane si festeggerà la Santa Pasqua. Ognuno nella sua città, regione e nazione avrà la sua “cosa” tipica da fare o da mangiare.
A Todi e in altre città dell'Umbria si prepareranno due tipi di “pizze” : quella al formaggio, da mangiare rigorosamente col capocollo casareccio, e quella dolce, forse un po’ meno famosa, ma non meno buona! E proprio di quest’ultima voglio darvi la ricetta che è quella originale di mia nonna Mimmetta e che oggi la mia mamma segue ormai a memoria…il risultato lo potete vedere dalle foto, mentre  il sapore purtroppo non ve lo posso regalare!
Provatela insieme alla cioccolata delle uova pasquali… “è la morte sua”!!!  Oppure inzuppata nel latte e caffè del mattino; o anche usata come base per una zuppa inglese con crema pasticcera (fatta in casa naturalmente!!!).
INGREDIENTI
4 cubetti di lievito (quello che si trova nel banco frigo, non quello in polvere!)
1 kg di farina 00
250 gr di zucchero
1 bicchiere di olio d’oliva
...
6 uova
300 ml di acqua
300 ml di latte
1 bustina di vanillina
1 limone grattugiato
1 bicchierino di mistrà e 1 di rosolio di cannella
PREPARAZIONE
Sciogliere i 2 cubetti di lievito nei 250 ml di acqua tiepida.
Nel frattempo preparare  dentro ad un largo recipiente di plastica ca 300 gr  di farina
Versare il lievito nella farina e girare con la forchetta fino a raccogliere l’acqua facendo attenzione che non di venti duro: se la farina è poca aggiungerne mano a mano dell’altra, ma ricordate, l’impasto  deve rimanere sempre molto morbido!
Coprire con un canovaccio e mettere al caldo (XEX nel forno spento) finchè l’impasto non è cresciuto di volume (circa un ora)
Prima di tirare fuori il contenitore dal forno,  sciogliete gli altri 2 cubetti di lievito nei 300 ml di latte tiepido.
Poi tirare fuori il contenitore e mettere nell’impasto lievitato le 6 uova, lo zucchero , l’olio extra vergine, il limone grattugiato e il latte con il lievito.  Frullare con lo sbattitore elettrico aggiungendo mano a mano  altra farina.
Versare poi i due bicchierini di mistrà e rosolio e aggiungere la vanillina.
Ad un certo punto, se avete fatto tutto bene, vedrete che sarete costretti a smettere con lo sbattitore perchè l’impasto si attaccherà alle fruste e risulterà impossibile continuare: a questo punto userete le mani per  a maneggiare l’impasto, sempre continuando ad aggiungere farina finchè vi  accorgerete che l’impasto si stacca dalla mano… ma attenzione! Non deve diventare una palla bella levigata!  Deve rimanere sempre morbido e “umido”!
Imburrare due contenitori  (grandi e alti come quelli nella foto)  e  mettere una quantità di impasto  che non deve superare un quarto dell’altezza del contenitore perché poi lievitando, crescerà più del doppio.
Poi rimettere le pentole con l’impasto dentro a lievitare finchè l’impasto non raggiungerà quasi il bordo del contenitore.
Mettere in forno preriscaldato a 100°, poi aumentare a 180 quando si inforna: tenere i contenitori in basso e non in alto (non però poggiate sul fondo del forno, ma ad un quarto d’altezza) e cuocere per 40 minuti circa.
Se volete, a metà cottura si può mandare il calore solo sotto e non sopra per evitare che si induriscano troppo i “cappelli” delle pizze!
P.S.: se avete dubbi o domande scrivetemi pure! Le richieste verranno girate direttamente alla mamma cuoca!

Letto 19789 volte Ultima modifica il Domenica, 08 Aprile 2012 07:02
Elisa

Elisa Picchiotti , guida turistica autorizzata della regione Umbria e titolare e blogger del sito Todiguide

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2 commenti

  • Link al commento marco Giovedì, 05 Aprile 2012 13:41 inviato da marco

    che buona la pizza dolce... io preferisco quella salata, ma la dolce la faceva la mia povera zia Rosa, profumatissima, e ogni volta che la mangio penso a lei.
    però... quasi quasi provo la tua ricetta! ti farò sapere!

  • Link al commento simone Martedì, 27 Marzo 2012 08:54 inviato da simone

    Un bel servigio all'umanità che non sa :-) cosa si perde.
    E alle ragazze che non hanno imparato le ricette della mamma!!!
    i miei ricordi d'infanzia mi rimandano a casa della zia Liliana che sfornava torte pasquali in quantità industriale...buonissime. E mi ricordo che ne metteva da parte due o tre più piccole per noi bambini. Era il famoso "biccumello".P.S spero di non essermelo inventato io di sana pianta questo termine dialettale...ma i ricordi purtroppo cominciano a farsi lontani

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