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1 e 2 Novembre: Halloween? No, grazie!

1 e 2 Novembre: Halloween? No, grazie!

1 e 2 Novembre: cosa festeggiamo? Halloween? No grazie, in Italia la nostra tradizione ci fa ricordare “Ognissanti e la Commemorazione dei Morti” !!!

Zucche gialle dappertutto! Ok, sono belle e soprattutto buonissime per farci il risotto o la frittata! 

Ora però vi invitiamo a fare un salto nel passato recente (il secolo scorso) leggendo le parole dei nostri “vecchi” che hanno raccontato a Luca i loro ricordi di gioventù…

 

 

…quando si celebrava la ricorrenza di Ognissanti. Sono le nostre TRADIZIONI POPOLARI.

 

 

La festa di Ognissanti è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi  e martiri del Paradiso. La festa cattolica cade il 1° novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti; è una festività di precetto che prevedeva una veglia e otto giorni di preghiera.

DuranteL’ottavario era tradizione andare a fare visita ai cari estinti, seguendo ciascuno le proprie usanze. Alcuni andavano, tutte le mattine alle 5, prima di lavorare ai campi, alla messa, che veniva detta presso il cimitero locale.

Altri seguivano la funzione religiosa alla sera e partecipavano alla processione della “Via Crucis”: < facevano la Via Crucis dentro la chiesa del cimitero vecchio. Era tetra …  e me ricordo che me ce portava la  mamma >.

STABAT MATER DOLOROSA..

Inoltre era tradizione che, in suffragio dei parenti morti, < ogni famiglia diceva la messa per otto giorni… e toccava stacce perché sennò i nonni te lascavano! >.

Le donne delle Congregazioni di Carità per le messe in onore delle anime dei morti < si fermavano all’ingresso del cimitero e raccoglievano le offerte >.

Il giorno dei Santi si accendevano “i Lumini” o i “Moccoletti” e si tenevano accesi per 8 giorni poiché la tradizione vuole che i cari defunti per una notte ritornino a casa, o, in generale, nella camera del morto.

 

Un ricordo di un anziano colpisce: < anche noi facevamo una zucca vuota con la faccia disegnata e ci mettevamo la candela dentro…   quello se fa adesso con l’allovin, ma anche quando ero ragazzo se faceva na cosa simile! >.

 

Per il 2 novembre si dovevano seminare le fave, che rappresentavano anche il cibo tradizionale novembrino. < Se andavi nelle osterie de città o di campagne ti davano le fave gratis, però il vino lo pagavi. Facevano le fave lesse con la cipolla e c’erano quelli che facevano il giro delle osterie…  na bevuta e un piatto de fave! >.

 

Diverse pratiche ruotano intorno al tema della morte, tra cui il rituale di coprire gli specchi con un telo, se c’era un morto in casa. Le persone intervistate però per l’ottavario dei morti non coprivano gli specchi in segno di lutto.

Toccando questo tema, viene descritto lo svolgimento di un funerale “a quei tempi”:

< Quando c’era un funerale, la processione seguiva una biga che portava la bara e passava un uomo che dava le candele e i parenti del defunto davano dei soldi a chi partecipava al funerale; quattro soldi se portavi la candela e due soldi a chi non…. facevano una specie d’elemosina! All’ ingresso del cimitero c’erano poi due uomini, uno ritirava le candele e uno te dava i soldi; così tutti i ragazzini cercavano di porta’ ‘ste candele… ma de solito veniva data agli adulti >

 

Proverbi e modi di dire raccolti:

Durante l’ottavario dei morti e qualche giorno dopo, la fase di semina del grano è conclusa o stava per concludersi:

< Fino ai Santi, la sementa è là pei campi >.

< Per i Santi, la semina mezza indietro e mezza avanti > .

 

Infine si riporta in una frase tutto il senso di rispetto e di paura per il mondo delle anime:

< dei morti cocco mio…  è meglio non parlanne!> .

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