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17 marzo…

17 marzo…

Cosa succede il 17 marzo? Beh, in Italia niente di particolare, ma in altre parti del mondo si celebra una ricorrenza amatissima: la festa di San Patrizio!

San Patrizio è festeggiato dovunque ci sia una comunità irlandese: New York, Chicago, Montreal…e ancora in Nuova Zelanda, Australia, Argentina, ma soprattutto in Irlanda, terra alla quale sono particolarmente legata. Già dai tempi del liceo ero appassionata della storia complicata e patriottica di questa nazione, ma soprattutto mi affascinavano i canti popolari, con quelle melodie particolari e “nordiche”. Una passione così grande che mi ha portato a frequentare dei corsi di inglese a Dublino e… alla fine la mia tesi di laurea aveva come titolo “Un popolo che canta: la musica tradizionale dell’Irlandacome lettura delle vicende storiche di questa terra”. Fra le mie ballate preferite “The foggy dew” e “Danny Boy”.

Ok, d’accordo direte voi, ma cosa c’entrano  San Patrizio e l’Irlanda con Todi? C’entrano, c’entrano eccome!…

 

 

Anche per me è stata una grande sorpresa scoprire che c’è un pezzetto d’Irlanda anche qui a casa nostra, proprio dietro l’angolo, anzi, per essere più precisi, proprio dietro la grata di un monastero di clausura.

Sto parlando del monastero di San Francesco, in Borgo Nuovo: basta entrare nella chiesa, percorrerla tutta e affacciarsi alla grata di ferro che si trova a sinistra dell’altare. Da lì vedrete il coro delle monache e sul muro di fondo un grande affresco dal titolo “Il Purgatorio di San Patrizio”.

Pensate che questa opera, datata 1346, è la più antica raffigurazione che ha per tema il racconto che San Patrizio faceva del suo viaggio nell’aldilà. Eh sì, perché il vescovo Patrizio, evangelizzatore dell’isola irlandese fra il IV e il V secolo, ricevette da Dio la grazia di vedere coi propri occhi la montagna del Purgatorio: inoltre poteva rendere possibile questa visione anche agli infedeli e ai pagani che tardavano a convertirsi al cristianesimo.

San Patrizio è raffigurato in cima alla montagna insieme al Sig. Nicolaus che non ne voleva sapere di ascoltare il messaggio di conversione portato dal vescovo. Così Patrizio lo condusse con lui nel Purgatorio e Nicolaus si convertì all’istante! Sotto di loro c’è la montagna con le sette caverne che rappresentano le punizioni per i sette vizi capitali.

Fuori dalla porta del Purgatorio ci sono la Madonna e san Filippo Benizi (compatrono di Todi, morto proprio in questo monastero nel 1285) che accolgono le anime purificate e le accompagnano da san Pietro che aprirà loro le porte del Paradiso, dove c’è Gesù Cristo ad attenderle.

Un’ultima curiosità: l’affresco è considerato da molti l’opera pittorica più importante di Todi ed è stato casualmente riscoperto nel 1975 durante dei restauri, visto che tutta la parete era stata ridipinta di bianco (!!!).

Per visitare il Purgatorio non occorrono prenotazioni: bisogna soltanto andare in chiesa dalle 9 alle 11 dal lunedi al venerdi. Se la luce dovesse essere spenta, allora suonate il campanello del monastero e chiedetene l’accensione!

Buon viaggiò nell’aldilà!

P.S.: Elisa e Luca dedicano questo articolo al loro amico Brian O’Doherty, irlandese Doc, e a sua moglie Barbara Novak, di New York, tuderti acquisiti e proprietari/artisti della Casa Dipinta a Todi!

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